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Autorità Portuale di Venezia
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La recente trasformazione
della società che gestisce investimenti immobiliari e mobiliari rientra nel processo
di potenziamento del
porto di Venezia

Waterfront

Le nuove Autorità Portuali
non possono intraprendere
direttamente iniziative
di carattere patrimoniale

Edificio Visconti

APV Investimenti presenta
al bilancio 2005 un valore di produzione per circa
1.400.000€ (+ 13,44%)


Da Holding a Investimenti, l'APV risponde al mercato

Da quando è entrata in vigore la legge che istituiva le Authority portuali cancellando i Provveditorati e modificando sostanzialmente le modalità operative sin lì applicate, molte sono state le novità introdotte negli scali portuali italiani. Si è infatti gradualmente cambiata l'impostazione del sistema e con essa, a cascata, numerosi sono stati gli interventi di modifica strutturale del vecchio impianto operativo. Fra queste, le "nuove" Autorità Portuali, divenute sostanzialmente amministrazioni pubbliche, non possono intraprendere direttamente iniziative di carattere patrimoniale né gestire situazioni di carattere mobiliare. Tutta la parte citata perciò deve essere demandata a società ad hoc che rispondono a logiche pubblicistiche, pur essendo soggetti privati che operano in regime di evidenza pubblica. Fatta questa necessaria premessa, al pari delle trasformazioni delle banchine, delle aree ferroviarie, dei rapporti contrattuali, andiamo a vedere come si è trasformato il ruolo della APV Holding, divenuta nel 2005 APV Investimenti Spa. Stare al passo con i tempi, è evidente, è una fattore vitale per rimanere sul mercato: bisogna poter operare con velocità e decisione per poter rispondere con una tempistica che è ben diversa da quella degli anni che furono. Le società perciò devono essere caratterizzate per le loro specifiche competenze ed attività: nasce da questo la trasformazione della Holding in APV Investimenti, nell'ottobre 2005. Applicarsi agli investimenti immobiliari e mobiliari legati al potenziamento del Porto di Venezia è la mission della società, che significa strutturarsi adeguatamente per affrontare lo sviluppo e l'approntamento degli investimenti sia propri sia di terzi, sui compendi concessi in uso dall'Autorità Portuale. Proprio dalla strutturazione è partita la nuova dimensione della Spa veneziana, interamente controllata dall'APV, per razionalizzare la parte operativa del complesso impianto degli investimenti. Con il nuovo Consiglio di amministrazione e la nomina di Franco Bagatin a Direttore Generale si è dato il via alla nuova operatività, ridisegnando all'interno dell'azienda il palinsesto operativo comprendente l'area amministrativa, l'area tecnica, l'auditing e controllo delle partecipate nonché lo sviluppo delle procedure, nella fattispecie LogIS, di interesse generale. E' noto che nell'ambito della conterminazione portuale non sono pochi i siti che possono essere convertiti ad altro uso, alcuni dei quali dimessi, in giusta sinergia con i piani di sviluppo portuale triennali; questi obiettivi necessitano ai diversi livelli di un impegno anche in termini di risorse umane e strategiche non indifferente: infatti proprio nel recente Consiglio del 31 maggio è anche stata istituita la Direzione Sviluppo e Strategie d'Impresa, in staff con la Presidenza, corredando la stessa con specifici incarichi di natura tecnica che vanno a seguire gli investimenti strutturali dell'APV in corso di definizione. Questa è in sintesi la nuova APV Investimenti, che presenta al bilancio 2005 un significativo valore di produzione per circa € 1.400.000, con un incremento sull'anno precedente del 13,44% sostanzialmente ottenuto con le attività di gestione immobiliare, nella fattispecie affitti e subconcessioni. Dopo aver spesato ammortamenti per oltre € 600.000 ed accantonato imposte per oltre € 160.000, l'APV Investimenti ha chiuso lo scorso anno con un utile netto di € 220.000, accantonati a riserva. La logica operativa, anche andando a leggere lo stesso bilancio ed interpretando le azioni, è bene ricordare che rimane quella del soggetto privato che opera in regime di evidenza pubblica. Come detto, le attività all'ordine del giorno dell'APV Investimenti sono numerose, e d'altronde la complessità intrinseca della vita di uno scalo è rilevante, e se unita alle necessità di sviluppo e di adeguamento agli standard, non scritti ma ben esistenti, del mercato internazionale, ecco determinarsi una scacchiera di interventi e di progetti rilevante.


Restauro e ristrutturazione dell'edificio portuale n° 248

Area: porto di Venezia, località Marittima
Si tratta di un intervento di restauro e ristrutturazione dell'edificio portuale 248, pregevole edificio di fine '800 a suo tempo realizzato quale stazione ferroviaria per lo scalo marittimo ed oggi riproposto nella originale distribuzione interna quale elegante centro direzionale. Il complesso, di pianta rettangolare, ha un sedime di circa 800 mq e si sviluppa su tre livelli con altezze diverse al singolo piano, per una superficie totale di 2.140 mq ed una volumetria pari a 10.600 mc. I lavori di restauro sono stati ultimati nel corso dell'anno 2005; il progetto di recupero ha consentito di realizzare un ulteriore livello mediante l'utilizzo del sottotetto, sul quale, pur mantenendo inalterate le pendenze originali delle falde, sono stati inseriti numerosi abbaini che hanno consentito di ottenere sia una buona illuminazione del piano, sia una ampia altezza diffusa nel senso trasversale dello stesso.


Riqualificazione dell'area industriale dismessa corrispondente all'ex Malteria Saplo

Area: porto di Venezia, località Porto Marghera,
all'interno dell'insula portuale nel tratto prospiciente il nuovo ponte strallato sul Canale Industriale Ovest. L'intervento consiste nel completamento della demolizione dell'esistente complesso produttivo da tempo in dismissione e nella riqualificazione dell'area mediante sviluppo della progettazione finalizzata alla realizzazione di un centro servizi polifunzionale a servizio dell'attività portuale. Il complesso industriale oggetto della dismissione (si tratta di un'area di 13.500 mq) è già stato interessato dagli intervento di bonifica previsti e la sua demolizione è attualmente in corso. Il Piano Regolatore per Porto Marghera individua la zona sulla quale insiste il citato lotto come zona di trasformazione a Porto Commerciale e le relative Norme Tecniche di Attuazione consentono di realizzare un immobile con superficie complessiva pari a circa 20.000 mq, altezza massima pari a 30 m ed una volumetria pari a circa 61.000 mc.


Lottizzazione ex deposito costiero nord

Area porto di Venezia, località Porto Marghera
all'interno dell'insula portuale nel tratto prospiciente la sponda di levante del canale Industriale Ovest. L'intervento di riqualificazione e riutilizzo dell'area (74.800 mq, di cui 65.500 mq di superficie utile) ha comportato la redazione ed approvazione di uno specifico Piano di Recupero che ha consentito la realizzazione di una lottizzazione, con le relative opere di urbanizzazione. La lottizzazione già da tempo completamente realizzata consente l'offerta di lotti di varia dimensione, parte dei quali con progetti di costruzione di capannoni già autorizzati, da destinare ad attività complementari a quelle portuali, nonchè di deposito merci, intermodale e di trasporto. Il complesso industriale oggetto della dismissione è già stato interessato dagli interventi di bonifica e demolizione previsti. L'area è stata suddivisa in tre lotti sui quali è prevista l'edificazione di: capannoni da destinare al "produttivo" per complessivi mq 31.200, pari ad una volumetria di circa 452.000 mc; un edificio direzionale per mq 3.800 con una volumetria pari a circa 13.300 mc. Attualmente è stato completamente assegnato ed edificato il lotto n° 2, mentre gli altri due sono parzialmente interessati da assegnazioni.

Riccardo Gelli


Restauro e ristrutturazione
dell'edificio portuale n° 248


Fabbricato 248

Riqualificazione dell'area
industriale dismessa
corrispondente all'ex
Malteria Saplo


ex Malteria Saplo

Lottizzazione ex deposito costiero nord

Deposito Costiero Nord

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